E non è finita… #Rio2016

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RIO 2016 – MASSANHO 2016
I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 5 (9 agosto 2016) – testo bonus

23 (si, 23) medaglie in 5 Giochi Olimpici; 19 d’oro. E’ Michael Phelps. E non ha ancora finito. La BBC si è divertita a metterlo da solo nel medagliere: sarebbe 35mo, a pari ori con l’Argentina, più avanti dell’India che ha oltre un miliardo di abitanti, dice l’articolo della tv britannica. A me han sempre detto che ho uno stomaco che fa provincia… lui ha una storia sportiva che fa Stato!

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A proposito di stomaco: il messaggio è stato ricevuto. Ecco una cena brasiliana a base di… polpo. Non quello di Manchester: dalla faccia appare buonissimo! Invidia, Ste!

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Insalata di Polpo… #Rio2016

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RIO 2016 – MASSANHO 2016
I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 5 (9 agosto 2016)

Da Rio, gli amici inviati “veri” non mi hanno ancora deliziato con i menu. Quindi non so bene come si rifocillino tra una telecronaca e l’altra, ma attendo fiducioso le immagini (inteso?…). Però il piatto del giorno è di sicuro il Polpo alla britannica. Un po’ costoso, ma speriamo anche saporito. La ricetta? Prendete e strapagate un Polpo, che avevate adocchiato e allevato ma che vi è scappato via per 4 anni in acque più tranquille. Poi cucinatelo con spezie portoghesi (nel senso, mettetelo a Mourinhare per qualche giorno in abbondanti erbe, birra e zenzero -che ormai è ovunque-) e sperate che sia buono.

Battute a parte, e consapevole che con Rio non c’entra una mazza ma è pur sempre la notizia di economia del giorno, la partenza del Polpo per noi juventini è bivalente: da un lato perdi un giocatore fortissimo, che ha margini di crescita immensi e che ha dimostrato di saper cambiare le partite (si, non è un leader, ma ce ne sono altri in squadra). Dall’altra fai cassa, e che cassa! Anche se, cito dal comunicato, Paul Labile Pogba parte per Manchester, sponda United, “per un importo di € 105 milioni pagabili in due anni. Il valore di acquisto potrà incrementarsi di € 5 milioni al verificarsi di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale. Tale operazione genera un effetto economico positivo di circa € 72,6 milioni, al netto del contributo di solidarietà e degli oneri accessori”. Da 72,6 a 105 ne mancano più di 30… Sapere che buona parte degli “oneri accessori” vanno in tasca a personaggi come Raiola, che fanno alla grandissima il loro mestiere, ma anche il male del calcio, mi disgusta. Quella cifra non dovrebbero valerla nemmeno Messi o Ronaldo… Così come è immorale pagare 90 milioni Higuain e offrirne 60 per Icardi. Ormai è andata, il tempo dirà.

Cattura

Volando a Rio, anche se non c’entra con quanto successo, Del Potro è decisamente il centro dell’interesse. Blocca gli ascensori, batte il numero uno (qui ci ha messo del suo, in effetti), scatena risse sugli spalti (sull’1-1 del primo set… figurarsi fosse stato il tie-break al terzo) solo perchè da argentino sfida un brasiliano. Riesce a perdere un set 1-6 ma poi vince. Spero vinca il torneo perchè, nonostante gli sgambetti a Federer negli anni, mi è simpatico ed è decisamente un piacere vederlo giocare.

Solidarietà, infine, a Bill Chappel della rete NPR: La sua stanza di hotel ha evidentemente una strana costruzione e di sicuro ha anche un libretto di istruzioni ben corposo: basta vedere come deve fare ogni volta che vuol farsi una doccia ad aprire l’acqua…

Oggi, tra gli altri, si assegnano i titoli dell’equitazione. Immaginatevi il delirio se la squadra USA avesse selezionato (come era possibile) tale Jessica Springsteen, che di cognome porta quello di un noto artista americano… essendone la figlia. Lui (con signora Patty al seguito, da brava mamma) non perde occasione, se non canta, di stare in tribuna ad ammirare i salti della figlia. Sarebbe stato uno spettacolo nello spettacolo. Consoliamoci con una canzone. No, non sua. Però c’entrano i cavalli…

La colonna sonora del giorno:

 

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Edizione speciale… #Rio2016

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RIO 2016 – MASSANHO 2016
I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 4 (8 agosto 2016) -parte 2-

Adesso vi spiego perché i numeri li ho dati oggi… Perchè oggi è l’8-8-16…
E per Re Roger sono 35 oggi, festeggiati a fare il bagnetto con le bimbe, sperando non si sfrantechi qualcosa d’altro… perché mai come oggi ci manca vederlo in campo… O in ascensore…

Una volta dicevano che Nole Djokovic usasse la camera iperbarica (come Michael Jackson) per ottenere migliori prestazioni fisiche. Da qualche tempo va di moda la crioterapia (una sauna al contrario: invece che a +90°C sei a -130°C). Ieri Del Potro ha spiegato a tutti quale sia la migliore delle terapie alternative per un allenamento e un corpo performante. L’ascensore! No, non intendo usare le scale al posto del… Intendo proprio l’ascensore, possibilmente restandoci bloccato dentro per 40 minuti. Durante i quali provi l’effetto sauna, l’effetto asfissia, l’effetto tanfo (dipende chi è con te in cabina e la sua igiene personale)… Geniale. E ce n’è uno in ogni casa, come lavatrice e asciugatrice.

Per completezza di informazioni, il Brasile del calcio si è regalato il secondo 0-0 (contro l’Irak o Iraq, non ho mai capito quale sia giusto); la Nigeria di cui si diceva qualche ora fa, ha già passato il turno vincendo anche la seconda partita…

Annuncio ufficialmente la mia iscrizione ai Giochi Olimpici di Tokyo. Ho trovato la mia disciplina: i 200 Rana (intesi come tortellini del Signor Giovanni). NB: i “200” sono da intendersi come pezzi, non come grammi…

Niente canzone… è una edizione complementare!

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Ok, do i numeri… #Rio2016

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(foto da LaStampa.it)

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I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 4 (8 agosto 2016)

Aspettavo con ansia questa tabella. L’ha pubblicata La Stampa su Twitter e sul suo sito. Fantastica. Incomprensibile. Non la tabella, la situazione. Con 10.500 atleti, ci stanno 29 mila letti: ci sono allenatori, delegati vari, assistenti. Ma 10.000 telefoni in che senso? Quelli che han regalato agli atleti gli sponsor? Ne mancano 500! Non è giusto. E poi: 70 mila tavoli e 80 mila sedie? Cioè più persone sedute (il doppio) di quelle che dormono lì? E praticamente hanno un tavolo a testa… Pochini gli appendiabiti: vabbé che tuta e costumi non si stropicciano…
Ben 400 palloni da calcio e 250 carrelli da golf? Siamo sicuri?
Comunque ne mancano di numeri… indagherò. Intanto qui sotto la tabella completa:
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Alla fine ci sono arrivati, hanno giocato e messo un po’ in crisi il sistema.
Vediamo di riepilogare la storia della nazionale di calcio della Nigeria…

nigeria

Come riporta La Gazzetta, il 3 agosto erano bloccati ad Atlanta: non avevano i soldi per i biglietti aerei. Orbene: se devo andare a Rio passando per Atlanta, di solito ho il biglietto anche per la seconda parte di viaggio. Non è che lo compro dove capita… Mistero.
La mattina della prima partita (racconta sempre la Gazza) a Manaus dove era in programma il match (sapete quello stadio costruito nel centro dell’Amazzonia, che defnire cattedrale nel deserto è troppo facile, quindi lo chiameremo stadio dei mondiali nella foresta…) non si erano ancora visti. Cinque ore prima del calcio di inizio arrivano, vanno in hotel a scaricare i bagagli, mangiano qualcosa. Poi di corsa allo stadio, in campo e… 5-4 al Giappone.
Quindi: i biglietti alla fine li hanno fatti; come giocatori sono forti; farsi menate di ritiri e preparazione pre partita è definitivamente una questione superata. Ma adesso: sono ancora a Manaus e stanno spostandosi a piedi? Non è che ci hanno preso gusto e arrivano sempre allo stadio all’ultimo? Finiti i Giochi come tornano a casa? Così, domande…

La colonna sonora del giorno:
(le peripezie della sua nazionale le aveva già immaginate Sade Adu)

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Importante è stare comodi… #Rio2016

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(foto di Stefano Ferrando)

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I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 3 (7 agosto 2016)

Adesso, ore 8 CET, a Rio sono appena andati a dormire. Ieri mattina mi è arrivata la foto qui sopra, di un’alba spettacolare dal primo giorno dei Giochi Olimpici. Certo dormire non sarà facilissimo, specie per i ritmi indiavolati di chi all’Olimpiade lavora, di chi ha gareggiato e fa festa, di chi ancora non ha preso il fuso orario. Qualcuno potrebbe non avere nemmeno un posto dove dormire, se il divano è il suo… Perché questa è un po’ la notizia del giorno. Con l’hashtag dell’anno, oserei dire…

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#kayaksofa. Fantastico! Il Washington Post lo ha medagliato tra i migliori di questi primi giorni. Forse resisterà fino alla fine. Di certo son partite le interpretazioni più divertenti. La storia: pare che un kayachista si sia trovato in difficoltà per aver sbattuto, durante l’allenamento, contro un divano, sommerso, visto che non era molto profondo il bacino in quel punto… Sapevamo che nelle acque di Rio ci si trova un po’ di tutto, dai pezzi di corpo umano alle automobili. Potevamo immaginare anche il sofa… Non era facile pensare che fosse finito nella zona del kayak e, colmo della sfortuna, qualcuno ci finisse contro. Tipo inchino… Cose che capitano, a Rio2016…

Per il resto, e non è da me, ieri ho visto quasi integralmente la gara di ciclismo. Sport che non mi fa impazzire ma che stavolta mi ha preso. Clavicola di Nibali a parte, ci vuole del genio per immaginare un tracciato così: dal pavé carioca che spunta all’improvviso, ai marciapiede ad altezza uomo piazzati nelle discese a 90 km/h… Per non parlare delle riprese tv: va bene che in moto seguendo i ciclisti non è facile maneggiare la telecamera, però immagini sfocate, controluce assurdi, stacchi panoramici “ad minchiam”… Fan quasi il paio con la disposizione delle telecamere sul campo da tennis dove si è infranto ilsogno in singolare di Timea Bacsinszky. Ok la ripresa da dietro uno dei giocatori, la si fa sempre così… Ma almeno un paio di piedistalli per alzare la telecamera potevano metterceli…

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E chissà se poi li hanno ripescati i due serbi del canottaggio… Dall’acqua spero, in gara sapremo.

La colonna sonora del giorno:

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Capita a tutti, dai… #Rio2016

lucchetto GdS

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GIORNO 2 (6 agosto 2016)

Sì lo ammetto: ho riso di gusto quando sui siti è apparsa la notizia: un inserviente avrebbe perso le chiavi dei cancelli del Maracanà, mettendo a rischio la cerimonia inaugurale. Mi son detto: fantascienza, intanto ridevo. Pensando a quante volte ho perso io le chiavi: solo che nel mio caso al massimo la famiglia si poteva incavolare… Qui mezzo mondo, forse anche di più. Poi in realtà sono andato a vedere il video della Gazzetta (quello qui sopra, in bassissima qualità, è un frame dello stesso). E si son persi la chiave di un lucchetto, niente di così catastrofico. Però, insomma, dà un’idea dell’organizzazione e della cura delle “piccole cose”, quelle che di solito fanno sempre la differenza tra un voto alto e uno basso.

rio tweetAmmetto anche che ho resistito fino alle 23.30… Poi sono crollato, quindi niente cerimonia: leggo di un grande show, di un grande rito collettivo, accensione del braciere inclusa, senza Pelé, ma lo si sapeva dal pomeriggio.Onore per Vanderlei de Lima il “maratoneta placcato” di Atene 2004. Correva con il numero 1234 (che è anche la sua password dell’email e della carta di credito). Per la serie “vincere non è poi così importante, ma datemi a tiro il tipo vestito da sbandieratore che mi ha placcato, così gli spiego due o tre cose a gesti…”.

Oggi prime medaglie e primi sogni realizzati o infranti, a dipendenza da chi quei tre scalini li salirà, e in che ordine. A cominciare dai ciclisti, che nel pomeriggio si sfideranno lungo 237,5 durissimi km di tracciato. Con alcuni “strappi” (è il gergo per dire “salitazze”) che si chiamano Grumari e Grota Funda (che sembrerebbe di più una discesa, dal nome…). Senza contare la tripla salita, 9 km per tre volte con pendenza media del 6,2%, della Vista Chinesa. Detta così questa pare un Everest, sarà anche dura, vedremo. Anche in base alle condizioni meteo. Quindi inauguriamo il nuovo servizio “MeteoRio”:

meteo 6Tornando sulle sedi dei vari comitati olimpici… Repubblica di oggi racconta la strana storia di Casa Italia: troppi politici e troppi sponsor in giro… gli atleti ospiti a Casa Germania. E vabbé…
Chissà cosa servono da bere nei luoghi ufficiali delle delegazioni…? Nel dubbio c’è chi si è inventato i 15 cocktail per i Giochi di Rio. Pare vadano bene per ogni occasione (vittoria, sconfitta, pareggio… anche davanti alla tv se serve…):
http://www.elledecor.com/life-culture/food-drink/g3171/olympics-cocktail-recipes/

La colonna sonora del giorno:
(ha il ritmo della cronoscalata, si intitola “Quero chiclete” ma chiclete vuol dire chewing-gum…)

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Aspettando la fiaccola

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(foto dal sito Rio2016.com)

RIO 2016 – MASSANHO 2016
I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 1 (5 agosto 2016) altro bonus

Mentre si attende la cerimonia, i pensieri vagano. E questi sono un po’ dei miei, così a caso.

Il calcio, si diceva… quello femminile e maschile, è già sceso in campo e già nell’aria si respira una strana macumba: Dopo il “Maracanazo” (l’Uruguay che vince in Brasile la Coppa) e il “Mineirazo” (il risicato 1-7 preso dai tedeschi) il debutto a cinque cerchi non è stato poi così esaltante. Nonostante Neymar e nonostante Felipe Anderson il debutto è stato un grigio 0-0 contro il Sudafrica. Questo l’11 titolare: Weverton; Zeca (un difensore che punge…), Marquinhos, Rodrigo Caio, Douglas Santos; Felipe Anderson, Thiago Maia (dagli spalti intonano ogni volta che tocca palla “vola vola vola Thiago Maia…), Renato Augusto; Gabigol, Neymar, Gabriel Jesus. Volevo sottolineare il tridente: Neymar, Gabriel Jesus (che volevano tutti, perché per sbagliare a porta vuota come fa lui ci vuole arte) e Gabigol. Si quello che si contendono Inter e Juventus e che fino a 15 giorni fa nessuno sapeva esistesse: salvo poi scoprire che il ragazzino pare sia il nuovo Pelé, e in 3 settimane vale già il quadruplo.

PokeBraI Pokemòn, come annuncia con un tweet anche la CNN, sono arrivati a Rio. Anzi in tutto il Brasile. L’applicazione ora si può scaricare e la caccia ai cosi può avere inizio. Chissà se Pikachu sarà il portabandiera stasera… Chissà quante medaglie faranno. Sono arrivati. Sono i favoriti. E loro l’oro sanno bene cosa sia, visto che ne stanno facendo fare a quintalate agli ideatori!

Il villaggio non so se, alla fine, sia pronto o meno. Sta di fatto che da quel che si legge sui giornali, alcune cose interessanti possono esserci, sempre ammesso che lo si possa visitare senza un qualche tipo di accredito. Nel senso: un turista olimpico può andare a Casa Danimarca (ma si chiamano davvero tutti “Casa Nazione”?) a vedere la baia di Rio fatta coi Lego? Anche se è aperta solo nel fine settimana, si può andare a salutare Babbo Natale a Casa Finlandia? E Casa Pokemòn (vedi sopra)?

Divieto di GIF che, per chi non lo sapesse, sono le immagini animate che tanto di moda vanno sui social e diventano meme in un microsecondo. Ebbene, il CIO ha ricordato che… “the use of Olympic Material transformed into graphic animated formats such as animated GIFs (i.e. GIFV), GFY, WebM, or short video formats such as Vines and others, is expressly prohibited“. O le fanno loro o niente. Questione di diritti. E di poca lungimiranza. Comunque ne vedremo lo stesso a pioggia…
Per fortuna che c’è Google coi “doodle” anche giocabili…

Copacanema… Insomma, le spiagge. Le due foto qui sotto me le manda da Rio Stefano Ferrando (grazie!). Ecco, belle… Ma io non so perché di quell’acqua lì non mi fido molto. E non per le onde, mi torna un po’ in mente la storiella dell’altro giorno con l’oleandro… Però, magari mi sbaglio. Vedremo quando ci si dovrà immergere davvero…

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La colonna sonora del giorno (omaggio a Stefano):

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