Prima, seconda, terza! #Rio2016

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RIO 2016 – MASSANHO 2016
I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 10 (14 agosto 2016)

Leila, Liina e Lily Luik. Nella maratona femminile, occhi solo per loro. E spero (non può succedere) anche tre medaglie. Sarebbe l’apoteosi. L’impossibile che diventa realtà. La variabile impazzita del mondo. Sarebbe anche gustoso lo sprint a tre, nel caso… Visto che non sono sorelle semplicemente. Sono tre gemelle, il “Trio To Rio” dell’Estonia, nate il 14 ottobre 1985. Nemmeno giovanissime, quindi: ma fino a 6 anni fa facevano altro. Racconta “il Giornale” che erano in tutt’altre faccende impegnate: “facevano le ballerine e le baywatcher nel Mar Baltico… Liina era fanatica della danza e nessuna delle tre gemelle praticava sport seriamente… Sei anni addietro e in una uggiosa giornata di marzo (notate che le giornate importanti son sempre uggiose o tempestose, nda) il tecnico Harry Lenberg scoprì il potenziale di due delle sorelle Luik, Liina e Leila, in grado di conquistare rispettivamente i titoli nazionali nei 10.000 e nella maratona. Da allora l’obiettivo si rivelò chiaro fin dal principio: ovvero quello di farle gareggiare assieme ai Giochi di Rio, come mai successo nella storia delle Olimpiadi”.

Leggo in giro per la rete e sui quotidiani che…
– Hanno dovuto svuotare la piscina olimpionica, quella dove si svolgerà la gara del sincronizzato, diventata un po’ troppo verde (quella dei tuffi, intanto, è grigia). Impegnati nel lavoro, non semplice, anche i Vigili del Fuoco di Rio: spero abbiano recuperato l’acqua, ma non sapendo quale sia la sua formula chimica nella fattispecie (non è certo H2O + Cl qb: Traduco… accadueo più cloro quanto basta) suggerirei un test prima di spegnere eventuali incendi. Si sa mai. Però spero davvero sia stata recuperata, visto che per riempire la piscina ne servono circa 3.750.000 litri…
– Lei tende a ridimensionare, il suo allenatore meno. Fatto sta che pare che la velista Evi Van Acker abbia contratto un virus intestinale, regatando nella famigerata Baia di Guanabara. Che poi, in italiano, Guana è il femminile di guano, e già qualcosa vorrà dire. E bara non è granché invitante…
– Se ne sono accorti adesso, che sono iniziate le gare di atletica allo Stadio Olimpico: lo stadio non è olimpico. Manca il braciere e manca la fiamma, che sono al Maracanà, dove sono state dislocate le due cerimonie. Farne uno piccolino? Mettere l’immagine fissa su uno schermo gigante? E poi ci sono anche i fotografi che dicono che ci sono poche scritte “Rio 2016” e fan fatica a fare foto con i loghi. Servirebbe un “green screen”… basta andare in piscina dove è tutto green…
– Uno degli sponsor dei Giochi, Samsung, fabbrica di telefonini della Corea del Sud, ha previsto di regalarne uno ciascuno a tutti gli atleti. Anche a quelli della Corea del Nord, ovviamente, anche se loro hanno un regolamento assai rigido. Già qualcuno s’è fatto fotografare insieme ad atleti dell’altra Corea (maledetti selfie) e potrebbe rischiare grosso; i capi delegazione quindi si sono premurati, come riportato da “Repubblica” che cita “Radio Free Asia” di ricordare che il vademecum vieta ai 31 atleti nazionali, durante i Giochi, “di andare a visitare i luoghi di interesse e scoraggia chiunque facccia parte della spedizione ad interagire con atleti provenienti da altre nazioni se non per lo stretto necessario a svolgere le rispettive gare”. Pare che su eBay ci siano in vendita alcuni telefoni “nuovi”…

Questo il titolo di “Libero” di oggi:
pistolino

Questa (sempre da “Libero”) un’idea per il futuro olimpico:
libero

La colonna sonora del giorno (ovviamente gemellare):

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Informazioni su alebertoz

Giornalista (dal 1986), animatore (dalla nascita), redattore (dal primo stipendio), socialnetworkista (nel bene e nel male), ex-baskettaro... Le opinioni espresse sono le mie, non quelle dell'azienda per cui lavoro. Nato in un bel giorno di ottobre, l'11, alle 15.20. Attualmente in buona forma (buona... si beh... più o meno...) comunque speriamo che duri.
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