Una storiella olimpica…

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RIO 2016 – MASSANHO 2016
I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

PUNTATA TRIPLO ZERO (3. agosto 2016)

Tutto era nelle mani di Suzana: quattro palitos, uno leggermente più corto. L’infermiera dell’ufficio igiene di Rio sapeva l’importanza di quella estrazione: uno dei quattro medici avrebbe dovuto andare, da lì a 2 ore, a fare i test nell’area di gara nella baia di Guanabara…  Con i suoi 412 chilometri quadrati di superficie, lungo un perimetro di 143 chilometri un tempo era considerata una delle meraviglie naturali del Brasile. Oggi, invece, una specie di laguna incantata, che gli scarichi non filtrati della città di Rio (e limitrofe) hanno trasformato in una gigantesca pozione magica più o meno liquida.
Si narra che in tempi non molto remoti, Joao, un ragazzino di Copacabana, abbia sbagliato a prendere l’autobus e si sia ritrovato proprio ai bordi della baia. Dopo aver fatto merenda con una banana e aver gettato la buccia in acqua, pare che da un’onda anomala l’oceano gli abbia restituito una confezione di aringhe del mare del nord (con tanto di lattina) e la collezione dei Cd di Toquinho.
Paco Nascimiento Muller è il primo a scegliere il palito: è lungo, è salvo.
Joana Portuondo non ci voleva giocare: sono donna, l’unica… un po’ di rispetto. Ma niente, la legge è uguale per tutti: palito lungo, salva!
Restano Rodrigo Ronaldo Sà e Alcino Leão Nara: si guardano… prima tu, no dai prego fai tu… Pesca Alcino. Palito corto…
Il tragitto dagli uffici di Avenida Valadares alla Ilha Fiscal rigorosamente in taxi: almeno c’è tempo per preparare il testamento e sbrigare le ultime pratiche: assicurazione, pagamenti, una telefonata a Linda. Dovevano cenare insieme vicino al Sambodromo stasera, lei lo aspetterà inutilmente… Lui ormai ne è convinto.
Del resto era un giovane apprendista quando è venuto per la prima volta a Ilha Fiscal per imparare a prelevare i campioni di acqua per le analisi. Era il 2003, bisognava consegnare il dossier per la candidatura 2016. Accompagnava, quella volta, il suo superiore (e mentore) Gilma Oliveiro dos Santos: decine di minuti per imparare i protocolli, provare gli strumenti, evitare il più possibile di entrare in contatto con l’acqua. Tutto fatto per il meglio. Finché Gilma non è inciampato su un sasso spuntato dal nulla… E’ bastato un istante, il contatto del mignolo con la superficie melmosa…
Sì, prima di andare a prelevare i campioni di acqua per aggiornare la tabella di inizio Giochi, Alcino passerà ancora a salutare Gilma. Da quando Gilma si è trasformato in un rigoglioso e sempreverde oleandro (con alcune foglie flou tendenti al bianco e fucsia, che lo rendono unico) non si è più lamentato di nulla… Anzi, pare allegro e beato…

La colonna sonora del giorno:

(PS: in portoghese-brasiliano antico, “Águas de Março” per me significa “laghetto infestato”)

 

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Informazioni su alebertoz

Giornalista (dal 1986), animatore (dalla nascita), redattore (dal primo stipendio), socialnetworkista (nel bene e nel male), ex-baskettaro... Le opinioni espresse sono le mie, non quelle dell'azienda per cui lavoro. Nato in un bel giorno di ottobre, l'11, alle 15.20. Attualmente in buona forma (buona... si beh... più o meno...) comunque speriamo che duri.
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