Fondamentalmente noia… #Rio2016

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RIO 2016 – MASSANHO 2016
I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

ULTIMO GIORNO (21 agosto 2016)

Magari non sono vere le foto qui sopra, ma un senso c’è. Io ci ho provato, ad appassionarmi a questi Giochi Olimpici. A scriverne, a guardarli, a cercare il bello in sport minori. Ma in realtà non ci sono riuscito. Perchè le qualificazioni della canoa, della boxe femminile, del badminton… ma anche le finali della piattaforma da 10 metri o dello skeet… Non mi appassionano. Con tutto il rispetto per chi li pratica e fatica per i risultati, io di queste discipline non riesco a innamorarmene. E non perchè non meritino: è la visione a distanza, l’effetto tv che appiattisce tutto. Avessi il fisico li proverei tutti gli sport (no, la lotta, la boxe, il judo no… perdo a prescindere): è la fatica di guardarli a grandissima distanza che -l’ho capito- mi inquina il piacere, manco fosse la Baia di Guanabara.

Anche il calcio (che per me con i Giochi non c’entra nulla… ma anche il basket, la pallavolo…) alla fine lo hanno vinto, e soffrendo, i brasiliani padroni di casa. Ai rigori (vale comunque) e faticando l’impensabile: ma la madaglia è medaglia. Ho amici che mi hanno scritto “abbiamo vinto tutto. la storia siamo noi”. Basta crederci: anche gli interisti hanno vinto sul campo lo scudetto del 2006, del resto. E’ un semplice caso di percezione. Come il successo di pubblico “in loco” di Rio 2016: c’è chi lo sbandiera come un grande risultato, c’è chi (seguite il link) mette i puntini sulle “i”.

E comunque, parlando di sport che ci sono o non ci sono nel programma, visto hanno spazio il tennis, il golf, basket, calcio, volley, rugby a 7… perchè non Formula 1, MotoGP, cricket, trotto e galoppo…

Sfogo concluso, Giochi praticamente pure… la colonna sonora dell’ultimo giorno:

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I fiori sono freschi! #Rio2016

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I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 13 (17 agosto 2016)

Vera sorpresa sul podio per la premiazione della ginnastica. La plurimedagliata Simone Biles si gode l’inno, l’ennesimo oro. Poi le fanno notare che dal bouquet di fiori si sente un ronzio: c’è un’ape. Panico. Delirio. Risate. Simone si trasforma in fiorettista, usando il mazzolino come un fioretto: oro anche nella scherma per lei, che batte l’ape una stoccata a zero. Più bello da vedere che da raccontare: ecco il video, ovviamente già virale.

Evidentemente la ragazza attira gli insetti, visto che poco prima s’era anche dovuta sorbire (con decisamente più piacere guardando le immagini) l’assalto del moscone… Zac Efron ha voluto conoscerla e congratularsi con lei a tutti i costi.

Seguono aggiornamenti, forse…

La colonna sonora del giorno (giallonera, ovviamente):

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Oh ca§§… #Rio2016

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RIO 2016 – MASSANHO 2016
I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 12 (16 agosto 2016)

Veramente un errore del §§§… Un errore che fa molto male, due volte. Si chiama “salto con l’asta”, e in questo caso i doppi sensi si sprecheranno, visto anche il titolo del New York Post. Comunque, in sala interviste, Hiroki Ogita non ha nascosto di aver fatto veramente un errore (omissis)…
Niente, così tanto per cominciare in maniera soft…

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A proposito di cazzate (si può dire dai…) ci somiglia molto il gadget che danno ad ogni premiazione, insieme alle medaglie. Me lo sono già domandato, ora la CNN pare avere la risposta: il “coso” è un portamedaglia. Per quello lo danno con la medaglia. E spero ci siano allegate anche le istruzioni per l’uso, dal momento che io non riesco proprio ad immaginare come si possa deporre la medaglia sul “coso”.

Phelps

Nel tempo libero, guardo “Suits”, legal drama ambientato a Nwe York, molto intrigante: poco tribunale, molti cavilli legali e parecchi conflitti tra soci di un grande studio legale. Stagione 3: ospite a sorpresa della puntata, nel ruolo di se stesso, Micchael Phelps. Quello dei 23 ori. Che se non dovesse far più vasche in piscina, potrebbe anche far carriera in tv.

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Torniamo sulla dichiarazione/richiesta dopo la gara di tuffi. Lei vince la medaglia d’argento, lui si fionda sotto il podio, si inginocchia e le porge un anello.
1) Era d’oro, argento o bronzo? Li aveva tutti e tre e ha scelto in base alla medaglia? C’era il brillante?
2) Lei ha pianto. Capita. Ma erano lacrime di emozione o di “adesso come gli dico di no davanti a tutto il mondo e a questi in tribuna che mi guardano”?
3) Dopo interviste e rituali vari (antidoping, etc.) sono usciti a cena? E dopo? Si lo so, curiosità un po’ morbosa, ma ha cominciato lui!

La colonna sonora del giorno:

 

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Prima, seconda, terza! #Rio2016

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RIO 2016 – MASSANHO 2016
I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 10 (14 agosto 2016)

Leila, Liina e Lily Luik. Nella maratona femminile, occhi solo per loro. E spero (non può succedere) anche tre medaglie. Sarebbe l’apoteosi. L’impossibile che diventa realtà. La variabile impazzita del mondo. Sarebbe anche gustoso lo sprint a tre, nel caso… Visto che non sono sorelle semplicemente. Sono tre gemelle, il “Trio To Rio” dell’Estonia, nate il 14 ottobre 1985. Nemmeno giovanissime, quindi: ma fino a 6 anni fa facevano altro. Racconta “il Giornale” che erano in tutt’altre faccende impegnate: “facevano le ballerine e le baywatcher nel Mar Baltico… Liina era fanatica della danza e nessuna delle tre gemelle praticava sport seriamente… Sei anni addietro e in una uggiosa giornata di marzo (notate che le giornate importanti son sempre uggiose o tempestose, nda) il tecnico Harry Lenberg scoprì il potenziale di due delle sorelle Luik, Liina e Leila, in grado di conquistare rispettivamente i titoli nazionali nei 10.000 e nella maratona. Da allora l’obiettivo si rivelò chiaro fin dal principio: ovvero quello di farle gareggiare assieme ai Giochi di Rio, come mai successo nella storia delle Olimpiadi”.

Leggo in giro per la rete e sui quotidiani che…
– Hanno dovuto svuotare la piscina olimpionica, quella dove si svolgerà la gara del sincronizzato, diventata un po’ troppo verde (quella dei tuffi, intanto, è grigia). Impegnati nel lavoro, non semplice, anche i Vigili del Fuoco di Rio: spero abbiano recuperato l’acqua, ma non sapendo quale sia la sua formula chimica nella fattispecie (non è certo H2O + Cl qb: Traduco… accadueo più cloro quanto basta) suggerirei un test prima di spegnere eventuali incendi. Si sa mai. Però spero davvero sia stata recuperata, visto che per riempire la piscina ne servono circa 3.750.000 litri…
– Lei tende a ridimensionare, il suo allenatore meno. Fatto sta che pare che la velista Evi Van Acker abbia contratto un virus intestinale, regatando nella famigerata Baia di Guanabara. Che poi, in italiano, Guana è il femminile di guano, e già qualcosa vorrà dire. E bara non è granché invitante…
– Se ne sono accorti adesso, che sono iniziate le gare di atletica allo Stadio Olimpico: lo stadio non è olimpico. Manca il braciere e manca la fiamma, che sono al Maracanà, dove sono state dislocate le due cerimonie. Farne uno piccolino? Mettere l’immagine fissa su uno schermo gigante? E poi ci sono anche i fotografi che dicono che ci sono poche scritte “Rio 2016” e fan fatica a fare foto con i loghi. Servirebbe un “green screen”… basta andare in piscina dove è tutto green…
– Uno degli sponsor dei Giochi, Samsung, fabbrica di telefonini della Corea del Sud, ha previsto di regalarne uno ciascuno a tutti gli atleti. Anche a quelli della Corea del Nord, ovviamente, anche se loro hanno un regolamento assai rigido. Già qualcuno s’è fatto fotografare insieme ad atleti dell’altra Corea (maledetti selfie) e potrebbe rischiare grosso; i capi delegazione quindi si sono premurati, come riportato da “Repubblica” che cita “Radio Free Asia” di ricordare che il vademecum vieta ai 31 atleti nazionali, durante i Giochi, “di andare a visitare i luoghi di interesse e scoraggia chiunque facccia parte della spedizione ad interagire con atleti provenienti da altre nazioni se non per lo stretto necessario a svolgere le rispettive gare”. Pare che su eBay ci siano in vendita alcuni telefoni “nuovi”…

Questo il titolo di “Libero” di oggi:
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Questa (sempre da “Libero”) un’idea per il futuro olimpico:
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La colonna sonora del giorno (ovviamente gemellare):

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L’acqua verde: è giallo! #Rio2016

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RIO 2016 – MASSANHO 2016
I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 9 (13 agosto 2016)

27, 3, 51″14. Numeri, ancora. La 27ma medaglia olimpica di Phelps; la 3a d’argento, in 51″14 che è un numero miracoloso, visto che lo bloccano sul cronometro in tre, nella stessa gara, e dividono così il secondo gradino del podio e la medaglia d’argento. Quindi in realtà Phelps sarebbe a 26 e un terzo… Ma divise non le danno. Una lezione da imparare? Occhio a chi concedi l’onore di fare un selfie con te: potrebbe, da grande, rubarti una medaglia d’oro. (Io ne ho uno con Mengoni, magari mi candido per Sanremo…). Il ragazzaccio in questione è Joseph Schooling da Singapore: una volta con occhialoni e la tenacia di aspettare il suo idolo; oggi con muscolazzi e “ciao ciao, vado a vincere”. Con un centesimo in più, 51″15 sarebbe stato un tempo palindromo, bello, ma sfortunato… Si arrivava quarti.
Domanda: hanno, spero, qualche medaglia d’argento in più? E quella di bronzo non assegnata?

Dovevano essere i Giochi (anzi i djoki) di Djokovic, però intanto, è Nadal che si è già vinto una medaglia, d’oro. Nel doppio, quella che una volta era al collo di RF e Stan The Man e che ora pende da quello del maiorchino. Che, zitto zitto, vince… e adesso ha Del Potro in semifinale. Nell’altra c’è Murray che soffre di cleptomania, stando a quanto ha postato in un video  “Globoesporte”: ha intervistato un ragazzino che, dopo essersi fatto firmare l’autografo, ha rincorso Andy che si era messo in tasca la penna…
In finale femminile di doppio, sempre tennis, c’è Martina, che in tempi non sospetti ho giustamente lodato. Ne manca una (di partita) e non ci sono le Williams. Ecco…

Dopo le piscine verdi, cosa succederà questa settimana? Al villaggio c’è un sondaggio da compilare: chi indovina, vince una delle medaglie di bronzo avanzate. Queste le possibili risposte:
– la spiaggia di copacabana azzurra
– l’erba del Maracanà pardata
– l’acqua della Baia di Guanabara frizzante
– il Pan di Zucchero integrale e senza glutine
– Gabigol all’Inter
– il coach keniano positivo all’antidoping (*)

(*) Questa merita un approfondimento, visto che tale John Anzrah, coach keniano con un accredito limitato, non potendo accedere al buffet si è fatto dare quello del suo atleta, Ferguson Rotich, per sbafare un po’. Sfiga (anzi, Sfiji) proprio mentre Rotich veniva cercato per un antidoping a sorpresa. Lui, geniale, è andato anche a far pipì al posto dell’atleta. Ma lo hanno beccato, espulso, rimpatriato e, arrivato a casa, pure arrestato. Vedi cosa succede a mangiar troppe tartine? Manca solo che gli trovino tracce di mufolizutribolo, che siamo al massimo della sfiji!

ULTIM’ORA! Scoperto il mistero delle piscine verdi! Spiega tutto Wikipedia nella prima riga della voce “Cloro”. Il cloro (dal greco χλωρός, chloròs, «verde pallido») è l’elemento chimico della tavola periodica con numero atomico 17 e simbolo Cl. Il coloe verde è giusto. E’ nelle altre piscine che il cloro non lo hanno messo…

La colonna sonora del giorno:
(Green -come le acque- Day -come i giorni che passano-; Basket -arrivano le medaglie- Case -quelle del villaggio che si spera reggano-)

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Fiji… Che Fiji!! #Rio2016

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RIO 2016 – MASSANHO 2016
I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 8 (12 agosto 2016)

Mi son preso una pausa. Sono arrivato lungo, ho saltato l’11…

Però sarebbe figo poter essere alle Fiji dove capita l’occasione di festeggiare la prima medaglia d’oro in assoluto. La prima da sempre, da Olimpia, da quando forse manco sapevano esistessero le Fiji. Certo, Phelps da solo è a 22, è il 30mo paese circa da solo… Ma che bella deve essere la festa? Una vera Fijiata! oddio, è il famoso rugby a 7 di cui s’è già detto, come il calcetto: con tutto il rispetto resta uno sport minore, quanto meno nelle dimensioni. Però è sempre un oro olimpico. Vale! E hanno dominato: tutte vittorie, un’impresa storica. Se consideriamo che ha chiesto di entrare nel gruppo degli sport olimpici anche il nascondino, ci sta! Eccome se ci sta.

Le Fiji (o Figi; gli abitanti non so se si chiamano fighi) sono 322 isole, di cui 106 sono abitate permanentemente, oltre a 522 isolotti. Circa 900 mila abitanti; 850 mila giocano a rugby a 7. Gli altri a calcio. Qualcuno fa sport invernali, visto che hanno partecipato a 3 edizioni dei Giochi. Probabilmente sono sciatori, ma non so quante montagne ci possano essere…
L’inno nazionale “God Bless Fiji” ha questo testo (grazie Wikipedia):
Meda dau doka ka vinakata na vanua
E ra sa dau tiko kina na savasava
Rawa tu na gauna ni sautu na veilomani
Biu na i tovo tawa savasava
Me bula ga ko Viti
Ka me toro ga ki liu
Me ra turaga vinaka ko ira na i liuliu
Me ra liutaki na tamata
E na veika vinaka
Me oti kina na i tovo ca

Intanto… a Rio sempre più verde. Le acque delle piscine intendo… La CNN ci ha fatto anche una videostory:

La notizia del giorno, però, non è olimpica ma cinematografica.
E’ uscito il trailer del nuovo Star Wars – Rogue One. C’è anche lui!

E per finire…
La canzone del giorno:
(Vorrei chiedere a Pippo Franco un remix… Fiji, che fiji…)

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Ma che ti metti in testa? 

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I Giochi Olimpici raccontati da 9.300 km di distanza

GIORNO 6 (10 agosto 2016)

Vi ricordate di quante volte vi siete presi una sgridata perché siete entrati in piscina senza la cuffia di gomma? Io non tantissime, ho sempre portato i capelli cortissimi… Ma anche io ho la mia storia di ammonizioni e fischi del bagnino. Pensate sia uno scrupolo, invece è importantissimo. Ci volevano i Giochi di Rio per capirlo… Nelle piscine del nuoto, tutti sono rigorosamente o calvi o incuffiati: non è solo aerodinamica (fluidodinamica direbbe il mio prof) ma è proprio chimica! Infatti, la piscina del nuoto ha l’acqua limpida, azzurrissima visto che riflette il colore delle piastrelle. Quella dei tuffi, che nessuno fa con la cuffia, ha l’acqua verde. Stagnante. Tipo acquario col filtro bloccato. C’è un motivo… Chiamalo Badedas, chiamalo Vidal, Dove, Malizia (profumo d’intesa)… Mescolando tutti gli shampoo del mondo, che al primo tuffo si depositano in acqua, si scatena una reazione chimica che, innescata danche dalle particolari condizioni brasiliane, ha colorato l’acqua. Certo, se sei al trampolino dei 10 e ti vedi sotto tutto verde, magari non sei proprio proprio al massimo della condizione psicofisica per tuffarti, però una volta in aria, il gioco è fatto. E l’acqua è anche un po’ più morbida… Occhio a non bere!

Il mio eroe del giorno è Kohei Uchimura, medaglia d’oro a squadre nella ginnastica. Non per l’impresa sportiva, ma per quella telefonica. E’ riuscito a spendere 500 mila yen (5 mila euro) di roaming per cacciare Pokemon nel villaggio Olimpico. Quando ha ricevuto l’sms che gli avrebbero sospeso l’utenza, ha chiamato la compagnia telefonica, s’è fatto riconoscere, ha perorato la sua causa (stressa da medaglia e da prestazione son cose serie) e gli hanno anche fatto il 90% di sconto!

La colonna sonora del giorno (ovviamente):

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